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… Ma da quello che emerge dal Web Index 2014-2015 non è proprio così. Lo studio della World Wide Web Foundation, infatti, pone l’accento sulle disparità a livello economico, sociale e politico. E anche l’Italia non ne esce bene.

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Internet dovrebbe abbattere le disparità che dividono il mondo a livello economico, sociale e politico, ma non è così. A sostenerlo è il Web Index 2014-2015, lo studio che ogni anno viene realizzato World Wide Web Foundation, la fondazione creata da Sir Tim Berners-Lee, il padre del Web.

Dal Rapporto, che prende in esame 86 Paesi, emerge che il 60 per cento della popolazione mondiale, non può andare online e la metà di quelli che hanno accesso alla Rete vivono in Stati con molte limitazioni ai diritti online, che investono privacy e libertà di espressione.

E che molto Governi, come spiega Punto Informatico, approfittano sempre di più delle tecnologie per sorvegliare e reprimere i propri cittadini…

E anche l’Italia, come evidenzia Il Fatto Quotidiano, non esce bene dal Rapporto. Il nostro Paese viene posto al 29esimo posto e Sir Berners-Lee non apprezza nemmeno il lavoro di Agcom

Puoi continuare a leggere l’articolo di Punto Informatico qui
E le analisi de Il Fatto Quotidiano qui
Il Rapporto completo è al seguente link →

Tim Berners-Lee 2012

 

 

 

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