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Il sogno di due ragazzi italiani che, facendo affidamento solo sulle loro forze, hanno dato vita a uno splendido Sistema Operativo che non ha nulla da invidiare a Windows.

 

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Personalmente ho iniziato ad usare un computer agli inizi degli anni Novanta.
Era un IBM sul quale c’era il DOS. Acquistai il mio primo pc dopo qualche mese, si trattava di un computer sul quale era montato il celebre Windows 3.1.  E alla fine degli anni Novanta sentii parlare per la prima volta di Linux, lo vidi all’opera su un computer, e fu amore a prima vista per il Pinguino creato dal programmatore finlandese Linus Torvalds. linux

Non sono né un’informatica né una persona che ha dimestichezza con le materie scientifiche, sono semplicemente un’utilizzatrice finale, ma mi piacque sin da subito la “filosofia” sottesa al SO Linux. Tanto per farvi capire l’uomo che ne è all’origine vi riporto un paio di suoi pensieri:

♦ Dentro i confini del computer, sei tu il creatore. Controlli – almeno potenzialmente – tutto ciò che vi succede. Se sei abbastanza bravo, puoi essere un dio. Su piccola scala.

♦ Sono convinto che l'informatica abbia molto in comune con la fisica. Entrambe si occupano di come funziona il mondo a un livello abbastanza fondamentale. La differenza è che mentre in fisica devi capire come è fatto il mondo, in informatica sei tu a crearlo.

Negli anni successivi, come giornalista, mi sono occupata sempre più spesso e in profondità di informatica, continuando a tenere d’occhio il pianeta Linux, installando qualche derivata, e continuando ad amarlo segretamente.
Segretamente perché la nomea di questo SO, nel mondo ufficiale di Internet, all’inizio era tutt’altro che apprezzata. Linux e coloro che lo usavano erano visti come degli specie di Hacker, dei personaggi trasgressivi, degli smanettoni irregolari che pasticciavano con il codice per avversare l’informatica classica e regolare. L’informatica che, a quel tempo, aveva un nome su tutti: Windows.
Lubit
Immaginate con quanto stupore, la scorsa primavera girellando sul Web, mi sono imbattuta in due personaggi del mondo Linux - Luigi Iannoccaro e Massimo Testa-  che erano all’origine di una distro italiana di Linux: Lubit.

Due persone - e sottolineo questo aspetto – straordinarie, oltre che per intelligenza, per sensibilità umana. Li ho avvicinati, ho installato il loro Lubit 3 – Scorpion, e ne ho seguito nel corso dell’estate il lavoro. Un lavoro fatto di notti in bianco, di fatica al limite del concepibile. Ed ho poi seguito, emozionata, la nascita di Eagle ovvero Lubit 4 la nuova distro di Linux al 100% italiana.

Avete presente quando in questi giorni di Crisi si parla delle eccellenze italiane? Quelle che ci impediscono di sprofondare agli ultimi posti tra le nazioni del pianeta? Ecco, il lavoro di questi ragazzi di Lubit è esattamente questo: un’eccellenza di cui andare fieri.

Peccato che chi dovrebbe… chi abita a Palazzo Chigi e bazzica spesso le aule di Monte Citorio, come spesso accade, ancora non si sia accorto di loro.
Noi oggi ne parliamo, ma dando modo a loro stessi di raccontarsi, augurandoci che chi deve e può si attivi per dare i dovuti riconoscimenti a questo lavoro. Eagle può essere installato gratuitamente e offrire egregi riscontri, sia economici che di funzionalità, a Comuni, aziende oltre che a singoli utenti.
Sarebbe bello accompagnare i primi passi di questa eccellente distro con una sponsorizzazione altrettanto di eccellenza. In fondo a questa pagina trovate tutti i riferimenti per contattare i suoi creatori.
Passiamo la parola quindi ai nostri amici Luigi Iannoccaro e Massimo Testa.

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Chi è Luigi Iannoccaro?Luigi-Iannoccaro
Sono un tipo che non si accontenta e che vuole vedere dentro alle cose. Sin da piccolo ho sempre smontanto tutto per poi ricostruire le cose a modo mio. La domanda che mi pongo abitualmente è: 
Cosa c'è dentro? 
Sono alla ricerca del mio paradiso perduto o rubato. Cerco l'essenza in ogni cosa. E se non la trovo, cerco di crearla. Sono attratto dalla semplicità e dai sentimenti genuini. Cerco di guardare le persone negli occhi per scorgerne l'anima. Non conosco le vie di mezzo, oscillo tra il disadattamento e l'iperadattamento. L'informatica diventa per me spesso un rifugio, quando fuori piove. E fuori piove quasi spesso.

Massimo-Testa
Chi è Massimo
Testa?

Nasco a Roma a metà degli anni 50. Quando ripenso all’infanzia mi vedo nella mia stanza, seduto in penombra, intento ad ascoltare le voci del mondo che escono dalla vecchia radio a valvole dei miei genitori. La mano sulla manopola della sintonia, il cuore a inseguire i sogni. Affascinato da quei suoni, dalle scariche elettrostatiche che inframmezzavano le parole, dal calore delle valvole che scaldava la bachelite e dall’odore che emanavano quei vecchi circuiti. La passione per le radio non mi avrebbe più abbandonato. Studiai elettronica e telecomunicazioni. Mi diplomai e iniziai a cercare un lavoro che mi rendesse autonomo. Durante il servizio militare, che prestai nell’Aereonautica Militare, conobbi il colonnello Andrea Baroni, che all’epoca curava le previsioni meteorologiche su RAI 1. Al suo garbo, alla sua cortesia, al suo desiderio di condividere il proprio sapere devo l’origine della passione per la meteorologia. Mi interessai di fotografia, poi per qualche anno lavorai nel settore dell’oreficeria e della bigiotteria artigiana. Poi entrai nel mondo del lavoro, dapprima a Roma e poi in Toscana, dove mi trasferii alla fine degli anni 70 e dove tutt’ora vivo. Il mio primo computer fu un Atari 800 XL a cui seguì un Commodore 64 con cui giocavo e che utilizzavo, interfacciato, alle mie radio, per decodificare i segnali telegrafici e per apprendere il codice Morse.
All’inizio degli anni 80 l’IBM introdusse il suo primo Personal Computer dotato di microprocessore Intel 8088, cui seguirono una serie di cloni a buon mercato, prodotti a Taiwan e a Singapore. Riuscii a procurarmene uno anch’io. Era il tempo del DOS, Windows era a un passo dal divenire e l’informatica stava iniziando ad entrare nelle case con applicativi destinati ad utenti con conoscenze informatiche relativamente scarse, accompagnati da licenze d'uso strettamente commerciali che ne vietavano da un lato la riproduzione e dall'altro di vedere o modificare il codice. Mi ritrovai a scrivere semplici programmi a mio uso e consumo, poi, quasi per sfida, a modificare le semplici routine dei primi video games. Tutto iniziò così.

Cosa caratterizza un programmatore? the-secrets-of-ubuntu
Massimo Testa: A mio parere, la sua innata capacità di astrazione che gli consente di racchiudere se stesso in una bolla e di rendersi impermeabile agli stimoli esterni per tutto il tempo necessario a portare avanti il processo creativo. Faccio un esempio: nell’ambito del Progetto Lubit sono il beta tester e il grafico. Mi occupo, in sostanza, del debugging della distro e di curarne aspetto grafico e cromatismi. Ecco, in quei momenti perdo il senso del tempo e dello spazio, mi rendo sordo e cieco nei confronti dell’esterno. Mi calo in un mondo fatto di numeri, colori e sensazioni. In altri termini, chiudo il mondo fuori. Dovessi dare una descrizione di come sono, mi definirei un solitario sociale. Necessito degli altri ma essenzialmente sto bene con me stesso. Ho esigenza di socializzare ma al medesimo tempo ho bisogno di isolarmi per vivere. Il processo creativo raggiunge l’apice in quei momenti di estrema solitudine ma anche di pienezza interiore. Programmare è creare, è contribuire a costruire qualcosa che sarà condiviso e magari apprezzato dagli altri. E’ gratificazione. GNU-Linux e l’Open Source permettono tutto questo, perché parlano di condivisione. Del sapere, delle proprie conoscenze e delle proprie esperienze.

Lubit 3
Le persone hanno spesso le idee confuse di fronte all’open source che traducono con “gratis”, invece…

Luigi Iannoccaro: Non penso che le persone abbiano le idee confuse, o meglio, le persone hanno le idee confuse perché a loro dell'open source non frega proprio niente. Le persone sanno le squadre di calcio a memoria. Le persone conoscono bene tutto ciò che la società ha interesse a propinargli. L'open source, secondo me, fa fatica ad affermarsi perché ad esso è sottesa un'etica. La condivisione, che è il fulcro dell'open source, spaventa. Perché dovrei condividere il frutto del mio lavoro con gli altri?
E invece si tratta di capire che siamo tutti in un vortice, e che se non ci prendiamo tutti per mano, ci estingueremo. E poi ritengo che l'open source sia un nuovo modello di business, che si muove però alla luce di un nuovo orizzonte etico, il cui fulcro è appunto la libera condivisione e non più il principio disumanizzante e fallimentare del do ut des. Voglio fare un esempio. Noi rilasciamo in rete Lubit e i relativi codici sorgenti, e un indice del successo è rappresentato dal numero di volte in cui il nostro software, Lubit, è scaricato gratuitamente, mentre il guadagno nasce dal contratto di manutenzione e dai servizi aggiuntivi, dai corsi di aggiornamento, in una parola da tutto ciò che ruota intorno a Lubit.
Massimo Testa: Al riguardo vorrei fare una precisazione: la condivisione del codice nasce con l'informatica, e ritengo più corretto parlare dell’origine del software proprietario, piuttosto che di quella dell’Open Source.
Lubit4-1
Le persone hanno spesso le idee confuse relativamente all’Open Source. Ciò deriva dall’ambiguità del termine inglese free, che ha creato e continua a creare problemi di comprensione: Free Software significa software libero, concetto diverso da quello di software gratis. Open Source significa software a sorgente aperto. Alla categoria di tale software appartengono tutti quei programmi che vengono distribuiti con a corredo il proprio codice sorgente.

 

 

Perché avete scelto l’open source e come è nata la vostra collaborazione?  
Luigi Iannoccaro: Ho scelto l'open source perché, come dice la parola stessa, il codice dei programmi è aperto, visibile. Mi permette di vedere cosa c'è dentro. Perché soddisfa un mio bisogno primordiale e recondito. 
Ho conosciuto Massimo su Twitter. Con lui mi sono trovato bene sin da subito. Ricordo che smontavo e ricreavo distro e Massimo era diventato il betatester per antonomasia delle mie follie. Massimo è un tipo eccezionale. È che lui mi vuole bene. E anche io gliene voglio. Poi un giorno gli proposi di dare vita ad un nuovo mondo, e lui accettò. 
Massimo Testa: Il mio primo incontro con Luigi risale al 2011, quando mi imbattei nel suo blog e ne apprezzai la semplicità di approccio e di linguaggio, che nulla toglieva ai contenuti. Iniziai timidamente a seguirlo su Twitter, e mai avrei pensato che un mostro sacro come lui potesse un giorno dare ascolto a un principiante come me. Invece tra di noi si instaurò quasi da subito un rapporto di simpatia, di fiducia e di stima che nel giro di pochissimo tempo si trasformò in profonda amicizia. Luigi mi insegnò a non aver paura di tentare, mi insegnò che per imparare Linux dovevo sporcarmi le mani, e guardare sempre avanti rispetto al punto in cui ero arrivato. A quel tempo Lubit era già nella mente di Luigi, ma il progetto prese forma nel corso delle lunghe chiacchierate che iniziammo a fare, e che abbracciavano un mondo fatto di mille idee e pensieri.

Ed ora veniamo a Lubit. Quando è nato il vostro sistema operativo?scorpion

Lubit 1 nasce a maggio 2013, viene reso disponibile con la versione 1.0.6. Il suo primo sfondo è nero, granuloso, scuro come la notte, spezzato orizzontalmente nel mezzo dal nome della distro, che compare in un rosso pastoso.
A ottobre 2013 viene rilasciata Lubit 2, che acquisisce il nome in codice Bat. Nella due tutto ciò che è dark trova la sua massima espressione, ad iniziare da un pipistrello stilizzato che appare immediatamente dopo il boot, minaccioso, ma al tempo stesso fantastico. Segna un primo momento di svolta.
Noi ci siamo incontrati per la prima volta in terra di Calabria. Il Progetto Lubit si apre al mondo, e inizia a formarsi una comunità fidelizzata di utenti che ruota attorno a Lubit mostrando di apprezzare le scelte di progetto. Una comunità che suggerisce, talvolta critica, ma che risponde all’esigenza di ottenere il feedback necessario a ottimizzare ogni successiva versione.
A maggio 2014 viene rilasciata Lubit 3, nome in codice Scorpion. La tre è la maturazione di una Lubit che si accende di luce e di colori, che si ripulisce nelle linee e nei colori e ammorbidisce i toni. Nel giro di poco più di un anno il numero totale dei download supera i 40.000.
Il resto è storia recente, il 1° novembre abbiamo rilasciato Lubit 4, nome in codice Eagle, che segna una svolta radicale nel progetto, che viene reso maggiormente user friendly.

Lubit4
Perché Lubit 4 - Eagle?  Cosa offre in più questa versione: nuove funzionalità, facilità d’uso, o…?

Quella che era la difficoltà maggiore riscontrata dagli utenti, la necessità di inserire manualmente nel menù ogni nuova voce relativa a un programma installato, viene automatizzata, e una applicazione si occupa di creare la voce di menù e il relativo lanciatore. Lubit tende la mano al neofita, che è in condizione di installarla sul proprio computer, da sola o a fianco del sistema operativo preesistente, con una semplicità disarmante. Non serve essere esperti informatici, non è necessario avere maturato esperienza con le sue precedenti versioni. La Eagle mette a disposizione fin da subito un sistema operativo completo che rende possibile navigare, ascoltare musica, guardare un film e fare tutte quelle cose che si fanno con un computer. E se un programma particolare manca, lo si può installare in seguito quando si vuole.
Supportiamo il progetto attraverso una serie di guide tematiche consultabili sul sito del progetto e sul blog. Abbiamo reso disponibili una pagina Facebook dedicata, un canale Youtube (su cui è possibile reperire video guide o assistere in streaming a eventi che coinvolgono Lubit e il suo team), un canale per la diffusione degli sfondi ospitato su DeviantArt. Siamo presenti con profili personali su Twitter, Facebook, Google+. E poi... basta entrare in Google e digitare Lubit.

Quanto costa la Lubit 4 - Eagle?
Lubit costa in tempo, in fatica, in progettualità. Costa centinaia di ore trascorse davanti al terminale alla ricerca della soluzione a un problema tecnico e decine di ore passate a confrontarsi a voce sulle scelte di progetto. Ma in termini economici non costa nulla all’utente che lo scarica e lo installa sul proprio PC, perché è un software libero rilasciato sotto licenza GNU-GPL, e pertanto distribuito gratuitamente. 
eagle nebula
Perché installare Lubit?

Perché è molto più veloce di Windows e altrettanto facile da usare. E se qualcosa non ti piace, lo puoi cambiare. Con Lubit i virus te li puoi scordare, assieme agli anti virus e alle scansioni. Installato su un computer di ultima generazione è una scheggia, ma al medesimo tempo è in grado di rivitalizzare un portatile o un computer di qualche anno fa che il mercato dell’obsolescenza programmata e dell’economia dell’usa e getta ha reso inutilizzabile. Lubit mantiene fruibilità, fluidità di riproduzione, operatività, perfino su macchine dotate di non più di 512 Mega di RAM.
Perché è una distro raffinata ed elegante. Perché è minimal con stile.

A chi vi rivolgete, privati o aziende?
Siamo alla ricerca di sponsor e di opportunità. Ci rivolgiamo al privato, all’azienda, ma soprattutto al Pubblico. L'agenzia per l'Italia Digitale ha rilasciato la Circolare 63/2013, un documento che definisce le linee guida per l’utilizzo dell’Open Source nella Pubblica Amministrazione. Alla base non soltanto ragioni di costo per licenze, brevetti e quanto altro. La vera novità del software libero è rappresentata dalla filosofia che ne è alla base, che punta alla diffusione del sapere informatico e alla eliminazione dei rischi di monopolio. A maggio di quest’anno abbiamo costituito l’Associazione “Gli amici di Lubit”, una associazione con fini culturali e ricreativi che ha lo scopo di promuovere l’utilizzo del software libero ed in particolare di Lubit, e abbiamo iniziato a partecipare ad iniziative e incontri per la diffusione dei principi che ne rappresentano le fondamenta. Il 25 ottobre scorso, in occasione del LinuxDay 2014, con il patrocinio del Comune di San Marco Argentano, abbiamo organizzato una manifestazione nella sala consiliare del Comune che ha raccolto famiglie e giovani provenienti da numerosi paesi del comprensorio. In tale occasione è stato affrontato, tra l’altro, il delicato argomento della migrazione delle Amministrazioni Pubbliche verso l’Open Source. Presente il sindaco Virginia Mariotti, sono stati avviati i primi passi per una futura collaborazione tra Comune e Associazione che conduca alla realizzazione di un Centro di eccellenza informatico di formazione permanente, che utilizzando Lubit e il free software quali strumenti di crescita sociale, di sviluppo economico e culturale, funga da catalizzatore per tutta una serie di iniziative e collaborazioni da estendere a macchia d’olio tra i comuni limitrofi. Oltre a questo abbiamo allo studio una serie di progetti che prevedono la realizzazione di versioni customizzate di Lubit, ritagliate su misura dal committente, e contiamo di realizzare, entro l’estate del prossimo anno, un convegno multidisciplinare che raccolga attorno a un tavolo appassionati del settore, imprenditori, ed esponenti della cultura e dell’informazione.
Abbiamo una serie di progetti e di sogni nel cassetto che contiamo di realizzare in un prossimo futuro.
F.P.M.

 

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A caccia di Lubit sulla Rete...

Come hanno ben spiegato Luigi e Massimo, vi basta digitare su Google "Lubit" per arrivare a Blog e siti.
Ma per chi preferisce muoversi a colpo sicuro, ecco una breve lista di link.

◊ - La presentazione della nuova distro: http://lubitproject.com

◊ - Le guide per tutti: http://parliamodi-ubuntu.blogspot.it

◊ - Dove scaricare il S.O.: http://lubitproject.com/download-lubit-4/

◊ - Il canale degli sfondi di Lubit su DevianArt: http://lubit-project.deviantart.com/

◊ - Dove contattare Luigi e Massimo: http://parliamodi-ubuntu.blogspot.it/p/chi-sono.html

◊ - Il canale YouTube del LubitProject: Su Facebook:
Luigi:  http://www.facebook.com/luigi.bit.3?fref=tsLuigiIannoccaro
Massimo: http://www.facebook.com/massimo.testa.100
◊ - Su Twitter:
Luigi: http://twitter.com/bit3lux
Massimo: http://twitter.com/Squittymouse

 

eagle nebula by lubit proje

 

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